A Karl Polanyi, economista, sociologo, filosofo, storico e antropologo ungherese, noto per la sua opera La grande trasformazione del 1944, il dottorato di Economia Società e Diritto dedica il seminario di formazione di giovedì 13 febbraio nel Polo didattico Volponi (via Saffi, 15).
Gli interventi (dalle ore 9,30) sono di Michele Cangiani “La traiettoria di Karl Polanyi” e di Luigi Alfieri “Antropologia della reciprocità e del dono”.
Nel pomeriggio, dopo le ore 14, seguiranno le relazioni di Mario Pianta su “Dopo il Liberismo. Lezioni da ‘La Grande Trasformazione’”; Peter Kammerer con “La nascita della (obsoleta) mentalità di mercato”. Introduzione alla discussione con Marcello Dei e Nicola Giannelli.
Abbiamo chiesto al professore Mario Pianta, docente di Politica Economica a Uniurb, i motivi di questo rinnovato interesse al pensiero di Karl Polanyi, definito l’economista “eretico”, inattuale.
«Sono molte le lezioni che si possono imparare da Polanyi. Oggi viviamo una situazione analoga a quella relativa al periodo storico nel quale ha scritto La grande trasformazione, un libro sulla crisi subita dalle istituzioni liberali negli anni Trenta del nostro secolo. Una crisi paragonabile a quella vissuta dall’Italia, iniziata nel 2008 e che ancora trascina il Paese nella depressione. L’analisi di Polanyi mostra come dalla grande crisi degli anni Trenta, il mercato autoregolato, che subordina la società all’economia, non possa esistere a lungo se non con drammatiche conseguenze che in Europa hanno significato la diffusione delle ideologie del Fascismo e del Nazismo. Di fronte alle tentazioni del populismo e dei ritorni di nazionalismo che segnano oggi l’Europa, è importante trovare una soluzione che sostituisca l’illusione che i mercati possano funzionare da soli».
Nel seminario di giovedì verranno trattati vari aspetti dell’analisi, delle opere, del pensiero di Karl Polanyi insieme al confronto tra ieri e oggi.
Il programma del seminario è qui
La relazione di Michele Cangiani

