Da tanto conosco Mario Luni. Noi urbinati siam così. Ci vediamo, poi ci perdiamo ma spesso, quasi sempre, ci ritroviamo.
È stato così con Mario. Ci si conosceva da ragazzi, poi ci siam visti raramente. Ma di lui avevo notizie non solo dall’Università, dalla Città ma dalla stampa nazionale e internazionale. Lui è famoso per le sue ricerche archeologiche, è noto per le sue scoperte a Cirene come più volte il Domenicale de Il Sole 24 Ore (e non solo) ha raccontato.
Poi è arrivato al Dipartimento di Scienze della Comunicazione e Discipline Umanistiche e così ci siamo visti un po’ più di frequente. E in questo ritrovarci mi ha permesso di guardare e curiosare un po’ più approfonditamente dentro le sue ricerche, affascinanti e importanti.
Si confrontava con tanti ricercatori e studiosi. Teneva molto alle sue scoperte, alle sue ricerche scientifiche e teneva molto anche a divulgarle, a raccontarle anche a quelli non esperti, voleva, cioè, far conoscere a tanti, la grande storia del nostro passato, che dà al contemporaneo quel valore che, toppe volte, rischia di perdere.
Il pensiero va a Fossombrone e alla “sua” Domus, cui teneva tanto. Quando ne parlava o scriveva, Mario trasferiva a tutti il grande sentimento che provava nei confronti di quel luogo magico e prezioso, diventato tale grazie al suo impegno di studioso.
Tutti noi del Dipartimento gli dobbiamo gratitudine e affetto. Il nostro abbraccio va a Paola.
Lella Mazzoli

